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Nel ricordo di Giovanni Falcone e la scorta barbaramente uccisi dalla mafia il 23 maggio 1992, la redazione di Sky ha realizzato uno speciale per il ventennale della strage di Capaci. Tanti giocatori hanno voluto ricordare quel giorno, anche un ragazzo che nel Palermo non ha mai giocato ma che è nato in questa città: Salvatore Aronica. "Ricordo quel giorno con tanta tristezza - ha esordito il difensore del Napoli - Ero a casa, i miei erano andati al mare a San Vito Lo Capo e vedevo che non tornavano, poi sentimmo la terribile notizia dalla televisione e lo stato di preoccupazione aumentò loro che non tornavano noi da soli a casa. Ai tempi - ha proseguito Aronica dalle parole riprese da Mediagol.it - non c´erano i cellulari come oggi e quindi non c´era modo di sentirsi, c´era la preoccupazione che fossero rimasti coinvolti. Talaltro frequentavo proprio la scuola calcio di Capaci e per me tornare lì è stata una doppia tristezza. Ogni giorno percorrevo quella strada e da lì si riviveva tutti i giorni ciò che era accaduto. Da piccoli in Sicilia - conclude - culturalmente quasi si accettava la parola ´mafia´ come una cosa astratta che esisteva ma non si vedeva, da lì...da quel momento si è avuta la forza di rialzarsi. Oggi ogni volta che torno a Palermo, per me passare da quella strada è sempre sinonimo di grande tristezza come lo è vedere quella parete con scritto: "No alla mafia". Ogni volta che la guardo penso alla vita persa da tanta gente che come Falcone ha lottato per questa città, il giudice stava facendo un grande lavoro e per questo è stato ucciso. Sono cose che ti segnano per sempre e che lasciano tanta tristezza".

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