Può essere la politica dei piccoli ritocchi a cambiare le sorti del Palermo? E´ questa la domanda che si fanno i tifosi negli ultimi giorni, dopo che sia Zamparini che Perinetti hanno fatto capire di non progettare grandi stravolgimenti per una squadra che nell´ultima stagione si è salvata alla penultima giornata. Così ci siamo domandati se davvero la situazione può essere risolta con pochi innesti mirati, considerate anche le partenze illustri di cui si parla tanto e che alla fine potrebbero diventare realtà.
Tra i pali potrebbe esserci il primo cambio importante, potrebbe tornare Ujkani e partire Viviano, anche se la vicenda deve ancora essere definita e non è escluso che resti l´azzurro. Dovrebbe andar via Silvestre, mentre Balzaretti e Pisano secondo le ultime dichiarazioni di Zamparini resteranno al loro posto, ma bisogna decisamente trovare delle alternative per le due fasce, magari basterà qualche ritorno all´ovile come quello di Morganella. Ad ogni modo sarebbero almeno 3-4 i volti nuovi rispetto alla passata stagione, con l´incognita del modulo che potrebbe cambiare le carte in tavola: con la difesa a 3 servirebbe anche un altro centrale di livello.
Per comprendere che tipo di mercato verrà fatto in mezzo al campo c´è da entrare nella testa di Sannino. A Siena ha cambiato modulo molto spesso, addirittura tre volte in una sola partita per condurre in porto la vittoria sulla Lazio, se a Palermo vorrà giocare con il centrocampo a 3 e non col suo adorato 4-4-2 sarà più semplice per Perinetti mettergli a disposizione gli uomini adatti. Anche se dovesse andar via Migliaccio ci sono già parecchi nomi che possono fare al caso del tecnico di Ottaviano. Oltre alle trattative per Rios e Bradley, per la mediana si è parlato del ritorno di Kurtic, l´innesto di Viola e la permanenza di Donati che dovrebbero offrire ampie garanzie. In più ci sarà Brienza che giostrerà sugli esterni, insieme presumibilmente ad almeno un altro volto nuovo (si è parlato di Giorgi in settimana). Stando a queste supposizioni non dovrebbero essere meno di 5-6 le pedine che cambieranno rispetto allo sciagurato Palermo del sedicesimo posto.
Fabrizio Miccoli è il Re di Palermo, ma la sua permanenza in città è ancora tutta da decidere. Se andrà via Zamparini non potrà certo accontentarsi di piazzare in attacco Brienza, dovrà intervenire pesantemente sul mercato e portare in rosa una seconda punta importante. Difficilmente ci si potrà affidare ancora un altro anno ai soli Budan ed Hernandez per il reparto offensivo, anche per i problemi fisici che più volte li hanno costretti a lunghi periodi di stop. Riconfermarli nel pacchetto offensivo è un conto, affidare solo a loro due il ruolo di prima punta sarebbe un rischio. Per questo il Palermo ha già preso Dybala, che però è agli esordi nel calcio che conta, probabile che si muova ancora qualcosa.
Un portiere, 4 difensori, 5-6 centrocampisti e 2 attaccanti. Dal Palermo 2011-2012 a quello 2012-2013 cambieranno tra i 10 e i 12 elementi: vista così è tutt´altro che una politica dei piccoli ritocchi. Ma Zamparini e Perinetti non vanno tanto lontano dalla realtà quando dicono che gli innesti saranno mirati, infatti per gran parte dei movimenti in entrata si attingerà al serbatoio di prestiti e comproprietà che il Palermo ha in giro per l´Italia, rendendo meno traumatica l´amalgama della squadra. Numericamente sarà una rivoluzione, ma sul mercato solo piccoli passi. Così il Palermo della prossima stagione vedrà convivere due punti di vista apparentemente inconciliabili, quello dei tifosi che chiedono una squadra tutta nuova e quello la società che vuole tutelare i tanti investimenti fatti negli anni. Saprà Sannino mettere d´accordo tutti?

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