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C’è voluto il miglior Perinetti per riuscire a chiudere la trattativa Rios. L’uruguaiano, da gennaio nelle mire di Zamparini, è finalmente a tutti gli effetti un giocatore del Palermo. Il “Cacha” si è legato al club siciliano per i prossimi tre anni, nei quali percepirà 700mila euro a stagione, mentre al Club Tijuana andranno meno di 3 milioni di euro. Il direttore generale del club di Viale del Fante racconta tutti i retroscena che hanno portato alla risoluzione della trattativa. È stato necessario dover lavorare sottotraccia per vestire di rosanero questo autentico mastino del centrocampo, richiestissimo sul mercato internazionale. “È normale che trattandosi di un giocatore importante, nazionale uruguayano, appartenente a un club messicano avesse delle ambizioni e anche delle richieste e occorresse il giusto tempo per definire il trasferimento. Avevamo sempre detto che sarebbe arrivato-ha spiegato Giorgio Perinetti nel corso di un´intervista rilasciata al Corriere dello Sport- , siamo stati di parola. Il ragazzo aveva problemi perché alle Olimpiadi i giocatori non si possono avvicinare. Abbiamo risolto tutto velocemente appena gli è stato concesso un brevissimo permesso per incontrarci. Con i club sudamericani ci sono sempre tanti dettagli da risolvere, il numero degli agenti che ruota attorno a creare delle particolari situazioni. Ma per fortuna tutto è andato liscio, tutto si è concluso nel migliore dei modi".
C’è voluto il miglior Perinetti per riuscire a chiudere la trattativa Rios. L’uruguaiano, da gennaio nelle mire di Zamparini, è finalmente a tutti gli effetti un giocatore del Palermo. Il “Cacha” si è legato al club siciliano per i prossimi tre anni, nei quali percepirà 700mila euro a stagione, mentre al Club Tijuana andranno meno di 3 milioni di euro. Il direttore generale del club di Viale del Fante racconta tutti i retroscena che hanno portato alla risoluzione della trattativa. È stato necessario dover lavorare sottotraccia per vestire di rosanero questo autentico mastino del centrocampo, richiestissimo sul mercato internazionale. “È normale che trattandosi di un giocatore importante, nazionale uruguayano, appartenente a un club messicano avesse delle ambizioni e anche delle richieste e occorresse il giusto tempo per definire il trasferimento. Avevamo sempre detto che sarebbe arrivato-ha spiegato Giorgio Perinetti nel corso di un´intervista rilasciata al Corriere dello Sport- , siamo stati di parola. Il ragazzo aveva problemi perché alle Olimpiadi i giocatori non si possono avvicinare. Abbiamo risolto tutto velocemente appena gli è stato concesso un brevissimo permesso per incontrarci. Con i club sudamericani ci sono sempre tanti dettagli da risolvere, il numero degli agenti che ruota attorno a creare delle particolari situazioni. Ma per fortuna tutto è andato liscio, tutto si è concluso nel migliore dei modi".

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