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Il passaggio di Pietro Lo Monaco da Catania a Palermo (tramite Genova) non desti scandalo. Se ne sono già visti di passaggi dagli etnei ai rosanero e in questo caso non sarebbe nemmeno un passaggio diretto. Già nel recente passato abbiamo assistito a trasferimenti nella piazza rivale, più o meno sorprendenti. Come quello di Walter Zenga, colpo di scena nell'estate 2009. L'Uomo ragno era arrivato a Catania nell'aprile 2008, protagonista prima di una salvezza difficile e poi di un ottimo campionato seguente. L'addio annunciato da tempo con la dirigenza rossazzurra che mai si sarebbe aspettata un passaggio diretto agli acerrimi nemici. Inutile dire che Zenga passa dall'essere "l'allenatore migliore mai avuto" per Zamparini all'esonero a novembre, ironia del destino dopo il derby col Catania, finito 1-1.
C'è chi passando da una parte all'altra è diventato un idolo, come Giuseppe Mascara. In verità il passaggio è stato inverso, da Palermo a Catania, e neanche diretto, poiché, proprio come con Lo Monaco, in mezzo c'è stata una parentesi al Genoa. Peppe fa in tempo ad assistere al cambio di proprietà dei rosanero e all'avvento di Zamparini, ma è chiuso da Maniero e Di Napoli, e nell'estate seguente arriva Luca Toni. A Catania si dimenticano in fretta del suo passato, polverizza il record di reti segnate subito al primo anno, e dopo una parentesi al Perugia ritorna dagli etnei diventandone il simbolo. Promozione in A il primo anno e nuovo record di reti segnate, poi è sempre lui a trascinare la squadra fino al gennaio 2011.
Chi ha lasciato traccia sia a Catania che a Palermo è Matìas Silvestre, arrivato grazie alla solita intuizione di Lo Monaco e diventato pilastro difensivo catanese: tre stagioni e mezzo in crescendo, specialmente in zona gol arrivando nell'ultima stagione a segnare 6 reti.
Davanti a oltre 7 milioni di euro il Catania cede al campanilismo e dà il giocatore al Palermo, dove si impone subito come leader e goleador aggiunto (29 presenze, 5 reti). Non è un caso che dopo una sola stagione arrivi l'Inter a offrirgli il grande salto.
E poi Andujar, riserva nel primo Palermo tornato in A e uno dei migliori portieri della massima categoria a Catania, con in mezzo tre stagioni ad alto livello con l'Estudiantes e una Libertadores. Catania fortunata anche per Ciro Capuano, arrivato direttamente dal capoluogo siciliano dove non ha il posto assicurato. Fortunato sia a Catania che Palermo Fabio Caserta, centrocampista dal gol facile mentre decisamente meno fortunata l'esperienza siciliana di Davide Lanzafame, arrivato in rosanero con grandi aspettative dopo una grande stagione al Bari e ceduto proprio al Catania, dove non h trovato lo spazio sperato.
Infine, tornando indietro nel tempo, non tutti sanno che Claudio Ranieri da calciatore ha fatto il passaggio diretto Catania-Palermo. Con i primi ha vissuto la storica promozione del 1983 e la rovinosa caduta l'anno successivo. Il passaggio in rosanero è durato fino al 1986, 40 presenze in B prima della scomparsa del club che rinascerà nel 1987 ripartendo dalla C2.
C'è chi passando da una parte all'altra è diventato un idolo, come Giuseppe Mascara. In verità il passaggio è stato inverso, da Palermo a Catania, e neanche diretto, poiché, proprio come con Lo Monaco, in mezzo c'è stata una parentesi al Genoa. Peppe fa in tempo ad assistere al cambio di proprietà dei rosanero e all'avvento di Zamparini, ma è chiuso da Maniero e Di Napoli, e nell'estate seguente arriva Luca Toni. A Catania si dimenticano in fretta del suo passato, polverizza il record di reti segnate subito al primo anno, e dopo una parentesi al Perugia ritorna dagli etnei diventandone il simbolo. Promozione in A il primo anno e nuovo record di reti segnate, poi è sempre lui a trascinare la squadra fino al gennaio 2011.
Chi ha lasciato traccia sia a Catania che a Palermo è Matìas Silvestre, arrivato grazie alla solita intuizione di Lo Monaco e diventato pilastro difensivo catanese: tre stagioni e mezzo in crescendo, specialmente in zona gol arrivando nell'ultima stagione a segnare 6 reti.
Davanti a oltre 7 milioni di euro il Catania cede al campanilismo e dà il giocatore al Palermo, dove si impone subito come leader e goleador aggiunto (29 presenze, 5 reti). Non è un caso che dopo una sola stagione arrivi l'Inter a offrirgli il grande salto.
E poi Andujar, riserva nel primo Palermo tornato in A e uno dei migliori portieri della massima categoria a Catania, con in mezzo tre stagioni ad alto livello con l'Estudiantes e una Libertadores. Catania fortunata anche per Ciro Capuano, arrivato direttamente dal capoluogo siciliano dove non ha il posto assicurato. Fortunato sia a Catania che Palermo Fabio Caserta, centrocampista dal gol facile mentre decisamente meno fortunata l'esperienza siciliana di Davide Lanzafame, arrivato in rosanero con grandi aspettative dopo una grande stagione al Bari e ceduto proprio al Catania, dove non h trovato lo spazio sperato.
Infine, tornando indietro nel tempo, non tutti sanno che Claudio Ranieri da calciatore ha fatto il passaggio diretto Catania-Palermo. Con i primi ha vissuto la storica promozione del 1983 e la rovinosa caduta l'anno successivo. Il passaggio in rosanero è durato fino al 1986, 40 presenze in B prima della scomparsa del club che rinascerà nel 1987 ripartendo dalla C2.

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