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giovedì 6 settembre 2012

STOP ALLE STORIELLE: L´ONESTÀ DI SANNINO IL RIMEDIO PER I TIFOSI "PRESI IN GIRO"

NOTIZIE PALERMO, CALCIOMERCATO, CONFERENZE STAMPA E AGGIORNAMENTO LIVE 24 SU 24.

Quando per lavoro si raccolgono le voci dei protagonisti del mondo del calcio alla lunga si ha la sensazione di aver già sentito tutto. Potremmo forse scrivere un articolo sulla prossima conferenza stampa senza neanche presenziarvi. In un ambiente in cui si lascia sempre meno spazio all´improvvisazione, così le dichiarazioni si risolvono quasi sempre in una pioggia di luoghi comuni: conviene a tutti dire il meno possibile per non andare a creare polemiche, per non prestare il fianco a interpretazioni faziose e critiche.

In situazioni difficili, come quella che sta attraversando adesso il Palermo, viene prestata ancora più attenzione alla comunicazione, in modo da comprimere fino all´insignificante qualsivoglia messaggio. Per questo ci ha stupiti la conferenza stampa di ieri pomeriggio di Giuseppe Sannino. Il tecnico del Palermo avrebbe potuto, come si usa in questi casi, minimizzare le sconfitte, aggrapparsi agli episodi, concentrarsi sulle gare future invece che sulle deprimenti prove di queste settimane, insomma: qualunque cosa pur di dimostrare all´opinione pubblica che in fondo è tutto sotto controllo. Ne abbiamo visti in questi anni di comandanti che si autodefinivano fenomeni mentre colavano a picco con tutta la nave.

Sannino ha dimostrato tutta la sua onestà intellettuale parlando apertamente dei problemi della squadra. Problemi che esistono, non li stanno inventando stampa e tifosi, e che vanno ben oltre la classica disputa tra il voler guardare al bicchiere mezzo vuoto o a quello mezzo pieno. Il bicchiere mezzo pieno ora come ora non esiste, ma sarebbe stato semplice inventarselo. "Sicuramente questa non è la squadra che pensavamo di vedere - ha ammesso candidamente Sannino -. Il lavoro che è stato fatto non è stato ancora digerito. Sicuramente queste critiche che ci piovono addosso sono giuste. Non abbiamo un motivo per essere soddisfatti, un solo motivo. Sono arrabbiato con me stesso perché la squadra deve avere una logica e un filo conduttore, che deve arrivare dall´allenatore. Mi sento amareggiato e deluso per l´apporto che ho dato finora. Negli ultimi 7 anni è il momento più difficile del mio cammino".

Così dicendo il tecnico ha voluto sicuramente proteggere il gruppo, assumendosi tutte le responsabilità del momento difficile. Ma non ha ceduto alla tentazione di difendere l´indifendibile, come avrebbe certamente potuto fare. Invece c´è stata una chiara ammissione di colpa, che va ben oltre il nascondersi, magari anche giustamente, dietro carenze di organico o di amalgama, problemi contingenti come infortuni o errori arbitrali. A volte gli allenatori si autocelebrano anche nelle situazioni più nere, sottolineando come poco alla volta la squadra stia mostrando segni di ripresa rispetto alla gestione precedente oppure rispetto alle prime uscite: tentano di far vedere rosa anche quando è tutto nero.

Non ci illudiamo che dietro le parole di Sannino non ci sia nessun fine. Probabilmente avrà voluto evitare che ci si concentrasse troppo sulle lacune dei singoli in modo da togliere dall´imbarazzo i suoi giocatori. Ma poteva ottenere lo stesso risultato con le solite collaudate storielle, invece ha scelto il calice più amaro, quello che magari rischia di farlo passare come il vero responsabile di questo periodo difficile in un momento in cui tutti puntano il dito sui giocatori e sulla società.

Sentiamo continuamente tifosi di tutte le squadre lamentarsi delle ´prese in giro´ della loro società. Non ci riferiamo solo al Palermo, è un modo di dire che nel calcio è una costante. Il modo di fare di Sannino è il giusto antidoto a questo tipo di contestazioni. Se tanti presidenti imparassero da lui ad ammettere problemi e responsabilità il rapporto coi tifosi sarebbe decisamente diverso. Non è un bel Palermo quello di Sannino, ma per una volta ci ha fatto piacere sentirci dire davvero come sta la situazione. Senza giri di parole, senza stravolgere la realtà, senza difendere la propria poltrona o la propria panchina. L´onestà forse non porterà punti in classifica, però ci piace.

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