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Dopo gli spiragli di luce emersi nelle ultime partite il Palermo ripiomba nel buio. L'oscurità cala dopo il poker rifilato ai rosanero da una Roma brillante e aggressiva, affamata di punti dopo le ultime sconfitte. Perdere a Roma contro una squadra di qualità superiore ci può stare ma lascia perplesso l'atteggiamento della compagine di Gasperini che, nonostante l'impegno e il tentativo di dare una logica alle proprie giocate, ha opposto una tenue resistenza restando inerme di fronte agli affondi degli avversari. Si spezza la striscia di cinque risultati utili consecutivi in una gara per lunghi tratti a senso unico ma fa riflettere il fatto che sia stato il Palermo a dare nuova linfa ad una Roma in grande serata ma, come dimostrato da altre formazioni, vulnerabile nel momento in cui non riesce a fare il gioco a lei più congeniale. I rosa non sono riusciti ad evidenziare le debolezze dell'avversario stendendo un tappeto rosso alle giocate degli avversari che hanno dilagato spezzando ogni argine. Novità nella formazione rosanero sia in termini di impostazione tattica che nella scelta degli interpreti. Gasperini opta per il 3- 5-1-1 inserendo Pisano sull'out sinistro di centrocampo al posto di Mnatovani e un incontrista in più in mezzo (in campo sia Rios che Kurtic). Trequarti presidiata dal solo Brienza (Ilicic in panchina) a supporto di Miccoli. Nel consueto 4-3-3 di Zeman recupera Balzaretti, il grande ex di turno. In mediana Bradley al posto di De Rossi, in attacco "semaforo verde" per Osvaldo nel ruolo di punta centrale nel tridente completato da Lamela e Totti. Avvio guardingo dei rosanero che, pur mantenendo il baricentro basso, provano ad individuare i varchi giusti per scardinare i meccanismi difensivi della compagine giallorossa. L'equilibrio regge sino all'11' quando la Roma sblocca il risultato con Totti, lesto a sfruttare un rimpallo favorevole e ribadire in rete di testa a porta sguarnita dopo una deviazione di Ujkani sul palo sugli sviluppi di uno spiovente di Piris sull'out di destra. Una rete che dà un'impronta precisa al match e che costringe Gsperini ad adottare in corsa qualche accorgimento: i rosanero "passano" alla difesa a quattro e con un assetto più equilibrato (4-4-2) provano a dare un impulso diverso alla propria manovra. La "metamorfosi" produce sporadici effetti solo sugli sviluppi di calcio piazzato (Miccoli impegna severamente Goicoechea direttamente da calcio d'angolo) ma non cambia l'inerzia del match che resta a favore dei giallorossi. Gli uomini di Zeman non devono spingere il piede sull'acceleratore per incanalare la gara sui propri binari. La "benzina" necessaria alla vettura dei capitolini la dà il Palermo che al 30' regala il secondo gol ad Osvaldo, abile a sfruttare una clamorosa indecisione tra Ujkani e Munoz ed infilare a porta vuota da posizione defilata. La reazione d'orgoglio degli ospiti si limita ad una conclusione alta di Morganella da posizione favorevole ma sono i padroni di casa, agevolati dalla piega positiva della gara, a mantenere le redini del gioco e creare i presupposti per prendere il largo. I capitolini seminano il panico ogni volta che verticalizzano dalle retrovie e sfiorano il terzo gol prima con Totti il cui tiro al volo su cross di Osvaldo termina di poco a lato, poi con Lamela che, al culmine di una iniziativa personale, esalta i riflessi di Ujkani con un sinistro a giro. Il sipario sul prima frazione di gioco cala con una respinta di Goicoechesa su una conclusione insidiosa di Kurtic. Bologna e Udinese hanno ribaltato il risultato dopo uno svantaggio di 2-0 all'"Olimpico" contro la Roma ma il Palermo non sembra avere i requisiti tecnici ed agonistici per emulare le due compagini. L'ago della bilancia pende dalla parte degli uomini di Zeman sempre pericoloso tutte le volte che impostano un tema offensivo: su un corner di Totti, stacca Burdisso ma il suo colpo di testa viene respinto da Ujkani autore di un ottimo intervento. Gli fa eco Lamela con un paio di conclusioni "sporche" di sinistro che non inquadrano lo specchio della porta. Nel tentativo di rimettere in piedi la partita i rosanero lasciano ampi spazi ma i padroni di casa non ne approfittano sprecando più volte la chance per il terzo gol: al 12' clamorosa l'occasione fallita da Osvado che a tu per tu con Ujkani calcia a lato. Sulla stessa lunghezza d'onda Totti che, smarcato da un tacco di Ovaldo, cicca il pallone da posizione favorevole, e Balzaretti che sugli sviluppi di una sovrapposizione "spara" addosso ad Ujkani. Gasperini, che nel primo tempo aveva provato la carta Bertolo (entrato al posto di Pisano), si affida ad Ilicic ma lo sloveno non riesce ad invertire il trend della partita che la Roma mette in cassaforte al 25' con il tap-in a porta vuota di Lamela su assist di Tachtsidis. Gasperini prova a dare un minimo di vivacità al fronte offensivo con Dybala ma l'ingresso dell'argentino non apre spiragli di una partita ormai chiusa sulla quale mette i sigilli Destro (espulso subito dopo per doppia ammonizione) infilando a porta vuota dopo aver superato in dribbling Ujkani. Nel finale c'è gloria per Ilicic che, sugli sviluppi di un contrasto tra Miccoli e Burdisso, supera di sinistro Goicoechea. Una rete che non sposta nulla nell'economia del match ma che, a titolo personale, potrebbe dare fiducia ad un giocatore in cerca di rilancio.
Dopo gli spiragli di luce emersi nelle ultime partite il Palermo ripiomba nel buio. L'oscurità cala dopo il poker rifilato ai rosanero da una Roma brillante e aggressiva, affamata di punti dopo le ultime sconfitte. Perdere a Roma contro una squadra di qualità superiore ci può stare ma lascia perplesso l'atteggiamento della compagine di Gasperini che, nonostante l'impegno e il tentativo di dare una logica alle proprie giocate, ha opposto una tenue resistenza restando inerme di fronte agli affondi degli avversari. Si spezza la striscia di cinque risultati utili consecutivi in una gara per lunghi tratti a senso unico ma fa riflettere il fatto che sia stato il Palermo a dare nuova linfa ad una Roma in grande serata ma, come dimostrato da altre formazioni, vulnerabile nel momento in cui non riesce a fare il gioco a lei più congeniale. I rosa non sono riusciti ad evidenziare le debolezze dell'avversario stendendo un tappeto rosso alle giocate degli avversari che hanno dilagato spezzando ogni argine. Novità nella formazione rosanero sia in termini di impostazione tattica che nella scelta degli interpreti. Gasperini opta per il 3- 5-1-1 inserendo Pisano sull'out sinistro di centrocampo al posto di Mnatovani e un incontrista in più in mezzo (in campo sia Rios che Kurtic). Trequarti presidiata dal solo Brienza (Ilicic in panchina) a supporto di Miccoli. Nel consueto 4-3-3 di Zeman recupera Balzaretti, il grande ex di turno. In mediana Bradley al posto di De Rossi, in attacco "semaforo verde" per Osvaldo nel ruolo di punta centrale nel tridente completato da Lamela e Totti. Avvio guardingo dei rosanero che, pur mantenendo il baricentro basso, provano ad individuare i varchi giusti per scardinare i meccanismi difensivi della compagine giallorossa. L'equilibrio regge sino all'11' quando la Roma sblocca il risultato con Totti, lesto a sfruttare un rimpallo favorevole e ribadire in rete di testa a porta sguarnita dopo una deviazione di Ujkani sul palo sugli sviluppi di uno spiovente di Piris sull'out di destra. Una rete che dà un'impronta precisa al match e che costringe Gsperini ad adottare in corsa qualche accorgimento: i rosanero "passano" alla difesa a quattro e con un assetto più equilibrato (4-4-2) provano a dare un impulso diverso alla propria manovra. La "metamorfosi" produce sporadici effetti solo sugli sviluppi di calcio piazzato (Miccoli impegna severamente Goicoechea direttamente da calcio d'angolo) ma non cambia l'inerzia del match che resta a favore dei giallorossi. Gli uomini di Zeman non devono spingere il piede sull'acceleratore per incanalare la gara sui propri binari. La "benzina" necessaria alla vettura dei capitolini la dà il Palermo che al 30' regala il secondo gol ad Osvaldo, abile a sfruttare una clamorosa indecisione tra Ujkani e Munoz ed infilare a porta vuota da posizione defilata. La reazione d'orgoglio degli ospiti si limita ad una conclusione alta di Morganella da posizione favorevole ma sono i padroni di casa, agevolati dalla piega positiva della gara, a mantenere le redini del gioco e creare i presupposti per prendere il largo. I capitolini seminano il panico ogni volta che verticalizzano dalle retrovie e sfiorano il terzo gol prima con Totti il cui tiro al volo su cross di Osvaldo termina di poco a lato, poi con Lamela che, al culmine di una iniziativa personale, esalta i riflessi di Ujkani con un sinistro a giro. Il sipario sul prima frazione di gioco cala con una respinta di Goicoechesa su una conclusione insidiosa di Kurtic. Bologna e Udinese hanno ribaltato il risultato dopo uno svantaggio di 2-0 all'"Olimpico" contro la Roma ma il Palermo non sembra avere i requisiti tecnici ed agonistici per emulare le due compagini. L'ago della bilancia pende dalla parte degli uomini di Zeman sempre pericoloso tutte le volte che impostano un tema offensivo: su un corner di Totti, stacca Burdisso ma il suo colpo di testa viene respinto da Ujkani autore di un ottimo intervento. Gli fa eco Lamela con un paio di conclusioni "sporche" di sinistro che non inquadrano lo specchio della porta. Nel tentativo di rimettere in piedi la partita i rosanero lasciano ampi spazi ma i padroni di casa non ne approfittano sprecando più volte la chance per il terzo gol: al 12' clamorosa l'occasione fallita da Osvado che a tu per tu con Ujkani calcia a lato. Sulla stessa lunghezza d'onda Totti che, smarcato da un tacco di Ovaldo, cicca il pallone da posizione favorevole, e Balzaretti che sugli sviluppi di una sovrapposizione "spara" addosso ad Ujkani. Gasperini, che nel primo tempo aveva provato la carta Bertolo (entrato al posto di Pisano), si affida ad Ilicic ma lo sloveno non riesce ad invertire il trend della partita che la Roma mette in cassaforte al 25' con il tap-in a porta vuota di Lamela su assist di Tachtsidis. Gasperini prova a dare un minimo di vivacità al fronte offensivo con Dybala ma l'ingresso dell'argentino non apre spiragli di una partita ormai chiusa sulla quale mette i sigilli Destro (espulso subito dopo per doppia ammonizione) infilando a porta vuota dopo aver superato in dribbling Ujkani. Nel finale c'è gloria per Ilicic che, sugli sviluppi di un contrasto tra Miccoli e Burdisso, supera di sinistro Goicoechea. Una rete che non sposta nulla nell'economia del match ma che, a titolo personale, potrebbe dare fiducia ad un giocatore in cerca di rilancio.

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