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venerdì 23 novembre 2012

Gasp non ha colpe: il materiale quello che è e lui non ha la bacchetta magica. Contro il Catania contano più le motivazioni che i valori tecnici

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Ancora il solito Palermo, ci fa sorridere con una bella vittoria interna come quella con la Samp e poi arriva nuovamente una trasferta terribile; erano stati 4 a Roma, ci siamo limitati a 3 a Bologna ma conditi da 3 cartellini rossi, due dei quali veramente dannosi in vista del derby. Purtroppo questa squadra non riesce a trovare continuità, nonostante, almeno domenica, fosse partita bene ma quel che preoccupa è la mancanza di fame nei confronti dei rossoblù, quasi come che il Palermo li affrontasse con un vantaggio di molti punti in classifica. La realtà racconta invece di una corsa spietata per la salvezza dove gli scontri diretti risulteranno decisivi e finora solo il Palermo sta regalando punti alle dirette concorrenti, vedi anche le partite contro Torino e Siena.
La gara di domenica scorsa è stata segnata naturalmente dal vantaggio di Gilardino e quindi dal rosso ad Ujkani ad inizio ripresa: due azioni in cui Donati e Morganella hanno commesso due ingenuità enormi. La prestazione del centrocampista, reinventato centrale difensivo, è stata decisiva in negativo una vola tanto. Ne abbiamo esaltato più volte le doti ed una gara storta poteva capitare, certo è arrivata in un match in cui non sarebbe dovuta arrivare. Detto degli errori però c’è da dire che in generale, anche in parità numerica, la forza di reazione della squadra è stata minima; le espulsioni hanno complicato ancor di più le cose e un po’ tutto il secondo tempo è stato condizionato ma immediatamente dopo l’1-0 non ho visto nemmeno la possibilità di raggiungere il pareggio. A chi dare la colpa? Sinceramente non me la sento di colpevolizzare un unico reparto, come la difesa ad esempio, perché i singoli episodi dei gol ricadono sì su di loro ma anche su un’eccessiva liberta d’azione che è stata concessa al Bologna da parte della mediana. E’ mancata la profondità in attacco ed era difficile chiederla al solo Dybala ma purtroppo in questo caso c’erano poche alternative con i vari Miccoli ed Hernandez ai box.
Un personaggio a cui sicuramente è vietato imputare eccessive responsabilità è Gian Piero Gasperini: sarebbe folle metterlo sulla graticola proprio ora che è entrato bene nello spogliatoio e nella mente della squadra, organizzandola bene sul campo. Perché che la squadra abbia una sua logica è innegabile, la responsabilità di questi risultati scadenti è da riporre maggiormente su chi ha messo questo materiale umano a disposizione, prima di Sannino e poi dello stesso Gasperini. Purtroppo le carenze della squadra, soprattutto in trasferta, non le deve risolvere tutte l’allenatore, nonostante abbia una valenza importante, ma il fatto è che i giocatori sono quelli che sono e non vedo potenziale inespresso nella rosa del Palermo. Serve semplicemente aumentarlo questo potenziale e a questo dovrà pensarci Lo Monaco a gennaio.
Ora arriva il derby e, come sempre accade, sarà una partita a sé e per fortuna, considerando i valori delle due squadre: un Catania organizzato ed amalgamato ormai da alcuni anni, che verrà a Palermo senza nulla da perdere. Spesso però vince chi in campionato sta andando peggio ma risulta difficile fare previsioni, come detto è tutto imprevedibile quando c’è un derby. Affidiamoci al ritorno di Fabrizio Miccoli che di partite sentite se ne intende, lui leccese, ed ex del Benfica, che di stracittadine ne ha addirittura due. Ormai è un palermitano doc e di Palermo-Catania ne ha giocati a sufficienza per capirne l’importanza. Certo perderla questa partita rappresenterebbe una brutta botta sia per la passione che gira intorno al match che per la necessità estrema di punti da parte rosanero.
Le motivazioni però non mancheranno e penso che saranno queste a fare la differenza, aldilà dei valori squisitamente tecnici. Sabato sera bisognerà volere la vittoria con tutte le forze ed allora potremo scordarci delle assenze e ottenere il risultato.

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