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lunedì 19 novembre 2012

Un passo avanti e due indietro: il Palermo non trova continuità, c'è tanto da lavorare e a gennaio bisognerà assolutamente intervenire. Ma intanto ci sono ancora cinque partite, con avversari da brividi...

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Un passo avanti e due indietro. E' così che va il campionato del Palermo nell'ultimo periodo.
Dopo la vittoria col Chievo in casa di fine settembre arrivarono quattro pareggi consecutivi, non molto positivi dal punto di vista della classifica, ma rassicuranti sul piano del gioco. Poi c'è stata la disastrosa sconfitta di Roma, dove il Palermo è stato praticamente inesistente. Eccoci allora alla vittoria contro la Samp di domenica scorsa, nella quale era tornato (si sperava definitivamente) il bel gioco e finalmente si era riusciti a concretizzare le tante occasioni create. Ma oggi il Palermo ha fatto nuovamente due passi indietro, andando a perdere rovinosamente a Bologna in uno scontro diretto per la salvezza. In questa altalena di risultati e prestazioni, cerchiamo di fare il punto della situazione.

Che il Palermo quest'anno debba lottare per la salvezza ormai è risaputo. Che lo sappiano anche i giocatori rosanero, però, non sembra: per giocarsela contro squadre magari meno attrezzate ma più agguerrite, bisogna giocare col coltello fra i denti. Il modo in cui i rosanero sono tornati in campo nel secondo tempo è, da questo punto di vista, disarmante: battuta dal centro, tentativo di verticalizzazione facilmente intercettato da un giocatore del Bologna, palla a Diamanti che la mette in mezzo all'area, indecisione tra Ujkani e Donati e rigore a favore dei rossoblu. Se Gasp ha provato a dare una scossa ad i suoi nell'intervallo, per tentare di rimontare il passivo che vedeva il Bologna avanti 2-0 già a fine primo tempo, è evidente che non ci sia riuscito. Bisogna trovare al più presto la giusta mentalità per lottare per la salvezza, dunque.

Capitolo Donati: le precedenti prestazioni al centro della difesa erano state, inutile nasconderlo, molto positive. Ma oggi, con un attaccante forte fisicamente come Gilardino, l'ex Bari è incappato in una giornata disastrosa, risultando più che colpevole in tutti e tre i gol del Bologna. Se a ciò aggiungiamo che né Kurtic né Rios a centrocampo riescono a garantire quella qualità che servirebbe, allora viene automatica la seguente considerazione: perché non riportare Donati a centrocampo? Certo, bisogna tener conto anche del fatto che i difensori attualmente a disposizione di Gasperini sono contati: Munoz, Von Bergen, Cetto (ultimamente acciaccato) e Milanovic. Forse questo è un discorso da impostare più su gennaio, quando Lo Monaco avrà la possibilità di andare a pescare sul mercato un difensore di sicuro affidamento. Ma noi lo proponiamo lo stesso: perché non buttare nella mischia Milanovic, che nella scorsa stagione non aveva per niente demeritato, riportando Donati a centrocampo? Giocando nella sua posizione, Donati potrebbe comunque impostare il gioco, e non rischierebbe di incorrere in errori da dilettante come quelli di ieri: giocando al centro della difesa la minima distrazione o sbavatura può costare carissima.

Insomma, c'è tanto da lavorare, a iniziare da Gasperini, che dovrà cercare soluzioni ai tanti problemi emersi ieri e dovrà cercare di trasmettere la giusta mentalità a questa squadra; fino ad arrivare a Lo Monaco, che a gennaio dovrà essere abile e lesto nell'andare a prendere quelle 3-4 pedine fondamentali per tirare fuori al più presto possibile il Palermo da questa situazione difficile.

Ma da qui a gannaio ci sono ancora cinque partite. Ed a leggere i nomi degli avversari vengono i brividi: i rosanero affronteranno, nell'ordine, Catania, Inter, Juventus, Udinese e Fiorentina. Bisogna salvare il salvabile e lottare con i denti in questo mese o poco più che ci separa dal mercato, per non arrivare a gennaio con una classifica troppo disastrosa.

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