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Remake di un film già visto. Il Palermo ancora una volta si fa male da solo perdendo una partita interpretata con l'atteggiamento giusto e giocata con disinvoltura e bel gioco, Uno sfortunato autogol di Garcia rilancia l'Inter, reduce da un momento di difficoltà, e condanna un Palermo propositivo, in grado di giocare a testa alta contro una delle big del campionato. Il demerito dei rosa è stato quello di non aver gestito con lucidità alcune azioni che, se sfruttate, avrebbero cambiato il volto della gara. Confermate le indicazioni della vigilia. Gasperini, costretto a fare a meno degli squalificati Donati e Miccoli, arretra Garcia nella linea difensiva e dà una nuova chance a Pisano sull'out sinistro di centrocampo. In mezzo Kurtic preferito a Rios al fianco di Barreto. Sul fronte nerazzurro, spazio a Coutinho sulla trequarti a supporto del tandem Palacio-Milito. Il primo squillo dell'incontro proviene dai padroni di casa insidiosi con un colpo di testa innocuo di Palacio al culmine di un'azione propiziata da un errore in disimpegno di Ujkani. Piccola scossa di assestamento per i rosanero che, scesi in campo con la giusta personalità, tengono il campo senza alcun timore reverenziale riuscendo ad impostare interessanti temi offensivi alimentati da un trio fantasia (Ilicic-Brienza-Dybala) particolarmente ispirato: al 23' proiezione offensiva degli uomini di Gasperini rifinita da Brienza e Morganella che serve al centro per Dybala, il cui colpo di testa in torsione termina a lato. Segnali incoraggianti che premiano l'atteggiamento di un Palermo propositivo, sempre lucido e ordinato nell'impostazione della manovra. I nerazzurri, in evidente confusione, non riescono a creare superiorità e si affidano ai colpi dei singoli nel tentativo di scardinare i meccanismi di una difesa rosanero costantemente "sul pezzo": al 29', sfruttando un varco lasciato da Von Bergen, ci prova Milito ma il suo destro a giro non inquadra lo specchio della porta. Gli fa eco Cambiasso "minaccioso", sugli sviluppi di un corner, con una conclusione al volo bloccata senza problemi da Ujkani. I rosa (oggi in tenuta bianca da trasferta) lottano ad armi pari e ogni volta che si affacciano nella trequarti avversaria danno sempre l'impressione di creare qualche situazione di pericolo: la conferma arriva da un potente destro di Ilicic a lato, da una conclusione di Barreto che non trova il tap-in di un compagno sulla respinta di Handanovic e infine da un contropiede non gestito da Kurtic con la necessaria lucidità nell'ultimo passaggio. La "pressione" dei padroni di casa si esaurisce su un colpo di testa di Milito che termina alto sopra la traversa. Le prime sequenze della ripresa rispecchiano la trama delineata durante la prima frazione di gioco con i rosanero in totale controllo del match ma poco incisivi negli ultimi metri al momento dell'ultimo passaggio: protagonista "negativo" di turno è Dybala che non sfrutta un varco tra le maglie della retroguardia nerazzurra sciupando una potenziale occasione da gol. La replica degli uomini di Gasperini arriva al 13' con Ranocchia che, facendo sentire la sua presenza in area di rigore, al secondo tentativo si rende pericoloso con un potente destro che sorvola la traversa. Al 18' doppio cambio nelle file dell'Inter: al posto di Milito e Javier Zanetti entrano Nagatomo e Guarin e proprio il centrocampista colombiano semina subito il panico con un cross rasoterra deviato in maniera provvidenziale da Ujkani. Al 28' un lampo nel buio nerazzurro: dopo una lunga fase di blackout l'interruttore viene acceso ingenuamente dal Palermo che, su cross di Ranocchia dall'out di destra, fa "harakiri" con un goffo intervento in scivolata di Garcia che sorprende Ujkani. Una doccia fredda per gli uomini di Gasperini che, subito il colpo, rischiano di affondare su una conclusione alta di Cambiasso da posizione favorevole in area di rigore. Gasperini prova a rimescolare le carte sul fronte offensivo facendo entrare forze fresche ma Giorgi, Zahavi e Budan (entrati rispettivamente al posto di Brienza, Ilicic e Dybala) non riescono a pungere.
Remake di un film già visto. Il Palermo ancora una volta si fa male da solo perdendo una partita interpretata con l'atteggiamento giusto e giocata con disinvoltura e bel gioco, Uno sfortunato autogol di Garcia rilancia l'Inter, reduce da un momento di difficoltà, e condanna un Palermo propositivo, in grado di giocare a testa alta contro una delle big del campionato. Il demerito dei rosa è stato quello di non aver gestito con lucidità alcune azioni che, se sfruttate, avrebbero cambiato il volto della gara. Confermate le indicazioni della vigilia. Gasperini, costretto a fare a meno degli squalificati Donati e Miccoli, arretra Garcia nella linea difensiva e dà una nuova chance a Pisano sull'out sinistro di centrocampo. In mezzo Kurtic preferito a Rios al fianco di Barreto. Sul fronte nerazzurro, spazio a Coutinho sulla trequarti a supporto del tandem Palacio-Milito. Il primo squillo dell'incontro proviene dai padroni di casa insidiosi con un colpo di testa innocuo di Palacio al culmine di un'azione propiziata da un errore in disimpegno di Ujkani. Piccola scossa di assestamento per i rosanero che, scesi in campo con la giusta personalità, tengono il campo senza alcun timore reverenziale riuscendo ad impostare interessanti temi offensivi alimentati da un trio fantasia (Ilicic-Brienza-Dybala) particolarmente ispirato: al 23' proiezione offensiva degli uomini di Gasperini rifinita da Brienza e Morganella che serve al centro per Dybala, il cui colpo di testa in torsione termina a lato. Segnali incoraggianti che premiano l'atteggiamento di un Palermo propositivo, sempre lucido e ordinato nell'impostazione della manovra. I nerazzurri, in evidente confusione, non riescono a creare superiorità e si affidano ai colpi dei singoli nel tentativo di scardinare i meccanismi di una difesa rosanero costantemente "sul pezzo": al 29', sfruttando un varco lasciato da Von Bergen, ci prova Milito ma il suo destro a giro non inquadra lo specchio della porta. Gli fa eco Cambiasso "minaccioso", sugli sviluppi di un corner, con una conclusione al volo bloccata senza problemi da Ujkani. I rosa (oggi in tenuta bianca da trasferta) lottano ad armi pari e ogni volta che si affacciano nella trequarti avversaria danno sempre l'impressione di creare qualche situazione di pericolo: la conferma arriva da un potente destro di Ilicic a lato, da una conclusione di Barreto che non trova il tap-in di un compagno sulla respinta di Handanovic e infine da un contropiede non gestito da Kurtic con la necessaria lucidità nell'ultimo passaggio. La "pressione" dei padroni di casa si esaurisce su un colpo di testa di Milito che termina alto sopra la traversa. Le prime sequenze della ripresa rispecchiano la trama delineata durante la prima frazione di gioco con i rosanero in totale controllo del match ma poco incisivi negli ultimi metri al momento dell'ultimo passaggio: protagonista "negativo" di turno è Dybala che non sfrutta un varco tra le maglie della retroguardia nerazzurra sciupando una potenziale occasione da gol. La replica degli uomini di Gasperini arriva al 13' con Ranocchia che, facendo sentire la sua presenza in area di rigore, al secondo tentativo si rende pericoloso con un potente destro che sorvola la traversa. Al 18' doppio cambio nelle file dell'Inter: al posto di Milito e Javier Zanetti entrano Nagatomo e Guarin e proprio il centrocampista colombiano semina subito il panico con un cross rasoterra deviato in maniera provvidenziale da Ujkani. Al 28' un lampo nel buio nerazzurro: dopo una lunga fase di blackout l'interruttore viene acceso ingenuamente dal Palermo che, su cross di Ranocchia dall'out di destra, fa "harakiri" con un goffo intervento in scivolata di Garcia che sorprende Ujkani. Una doccia fredda per gli uomini di Gasperini che, subito il colpo, rischiano di affondare su una conclusione alta di Cambiasso da posizione favorevole in area di rigore. Gasperini prova a rimescolare le carte sul fronte offensivo facendo entrare forze fresche ma Giorgi, Zahavi e Budan (entrati rispettivamente al posto di Brienza, Ilicic e Dybala) non riescono a pungere.

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