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A volte nel calcio i giovani talenti devono fare i conti con eredità pesanti e con nomi che li espongono allo scherno dei tifosi, oltre che con la fama e il denaro giunti troppo in fretta sulle spalle troppo strette di ragazzini spesso venuti dal nulla delle periferie sudamericane. Mauro Fórmica ha affrontato tutto ciò a viso aperto, sostituendo prima nello scacchiere tattico e dopo nel cuore dei tifosi del Newell’s Old Boys, storicamente tra i più calorosi ed esigenti d’Argentina, El Burrito Ariel Ortega, che nel 2004-2005 aveva condotto La Lepra alla vittoria dell’Apertura. Nato a Rosario il 4 aprile del 1988, esordisce in prima squadra nel campionato Clausura del 2007. Con la maglia del Newell’s Old Boys mette a segno 20 gol in 80 partite prima di approdare in Premier League tra le file del Blackburn Rovers. In Inghilterra non riesce ad adattarsi velocemente, giocando i primi sei mesi nella squadra riserve. La stagione successiva esordisce in prima squadra mettendo a referto 4 reti in 34 presenze. Un buon bottino, certamente, ma non basta ad evitare la retrocessione della squadra. Gli scarsi risultati ottenuti in un calcio duro e pragmatico come quello anglosassone, potrebbero far pensare al classico trequartista sudamericano talentuoso ma innamorato dei suoi virtuosismi e a tratti inconcludente. Nulla di tutto ciò: Fórmica è un centrocampista dalle spiccate doti offensive che ama giocare tra le linee, dove trova lo spazio per il passaggio filtrante o il tiro, ma non disdegna la lotta in mezzo al campo e affronta i contrasti con caparbietà e determinazione, per questo risultando spesso l’ultimo a tirare indietro la gamba. Se lo dovessimo descrivere in una parola, certamente diremmo di lui che è esplosivo. I suoi bolidi dalla distanza e la velocità nello stretto fanno di lui una vera e propria bomba ad orologeria, pronta ad infiammare in qualsiasi momento i tifosi e bruciare la resistenza avversaria. Il Palermo ha bisogno di far punti, ne ha bisogno in fretta, e Fórmica, malgrado il cognome, può essere l’uomo giusto per il cambio di marcia.
A volte nel calcio i giovani talenti devono fare i conti con eredità pesanti e con nomi che li espongono allo scherno dei tifosi, oltre che con la fama e il denaro giunti troppo in fretta sulle spalle troppo strette di ragazzini spesso venuti dal nulla delle periferie sudamericane. Mauro Fórmica ha affrontato tutto ciò a viso aperto, sostituendo prima nello scacchiere tattico e dopo nel cuore dei tifosi del Newell’s Old Boys, storicamente tra i più calorosi ed esigenti d’Argentina, El Burrito Ariel Ortega, che nel 2004-2005 aveva condotto La Lepra alla vittoria dell’Apertura. Nato a Rosario il 4 aprile del 1988, esordisce in prima squadra nel campionato Clausura del 2007. Con la maglia del Newell’s Old Boys mette a segno 20 gol in 80 partite prima di approdare in Premier League tra le file del Blackburn Rovers. In Inghilterra non riesce ad adattarsi velocemente, giocando i primi sei mesi nella squadra riserve. La stagione successiva esordisce in prima squadra mettendo a referto 4 reti in 34 presenze. Un buon bottino, certamente, ma non basta ad evitare la retrocessione della squadra. Gli scarsi risultati ottenuti in un calcio duro e pragmatico come quello anglosassone, potrebbero far pensare al classico trequartista sudamericano talentuoso ma innamorato dei suoi virtuosismi e a tratti inconcludente. Nulla di tutto ciò: Fórmica è un centrocampista dalle spiccate doti offensive che ama giocare tra le linee, dove trova lo spazio per il passaggio filtrante o il tiro, ma non disdegna la lotta in mezzo al campo e affronta i contrasti con caparbietà e determinazione, per questo risultando spesso l’ultimo a tirare indietro la gamba. Se lo dovessimo descrivere in una parola, certamente diremmo di lui che è esplosivo. I suoi bolidi dalla distanza e la velocità nello stretto fanno di lui una vera e propria bomba ad orologeria, pronta ad infiammare in qualsiasi momento i tifosi e bruciare la resistenza avversaria. Il Palermo ha bisogno di far punti, ne ha bisogno in fretta, e Fórmica, malgrado il cognome, può essere l’uomo giusto per il cambio di marcia.

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