NOTIZIE PALERMO, CALCIOMERCATO, CONFERENZE STAMPA E AGGIORNAMENTO LIVE 24 SU 24.
Pietro Lo Monaco, ex direttore generale del Palermo, si è raccontato negli studi di Sportitalia nel corso della trasmissione Monday Night: "Non ho capito neanche io la decisione di Zamparini, ma rispetto le scelte della proprietà. Lui stesso ha dichiarato che mi ha mandato via, mi pare d'aver letto che addirittura mi ha cacciato. In questi sei mesi non mi sono fatto mancare niente, la colpa forse è esclusivamente mia perchè sapevo chi avevo di fronte. Il fatto di aver accettato e aver creduto alle promesse è stato un errore di valutazione.
Col Genoa una volta capito che non c'era sintonia abbiamo deciso di separarci mentre l'avventura Palermo mi ha toccato profondamente. C'era la volontà della proprietà di farmi entrare in un progetto, c'era un accordo sul mio stipendio e con quello avrei comprato il 10% ma niente di concreto e non c'era nessuna volontà, come ho sentito, di diventare il presidente del Palermo. Io sono solo un gestore.
Il Messina è invece un atto d'amore, sono arrivato lì a 18 anni e la società stava per fallire. L'ho rilevata per un atto d'amore. Qualche demente ha addirittura pensato che io puntavo al fallimento del Palermo per ricomprarlo: ci vuole rispetto. Io sono tanti anni nel calcio, da giocatore e dirigente e non sono mai retrocesso.
Zamparini si è sentito oscurato? "Non entro in questi discorsi. Se la gente si è affezionata a me è perchè in questi mesi ho lavorato molto. Quando sono arrivato la squadra era ultima e quando ci sono i cambi tecnici c'è un fallimento della società. Il Palermo s'è ritrovato ad affrontare un campionato in salita, con un organico di un certo tipo ed a gennaio si sono fatti interventi importanti che vanno fatti in estate, non di certo a gennaio. 13 cessioni e 10 acquisizioni, senza toccare il budget fissato per gli stipendi e chiudendo addirittura in attivo le varie compravendite perchè le cessioni sono state pagate subito mentre gli acquisti no. Palermo merita tanto, è una delle città più importanti d'Italia".
Rottura sulla scelta del nuovo allenatore? "Il presidente è stato chiaro, ha detto che voleva decidere tutto lui. E' stata una sua scelta, non c'è stata neanche la possibilità di un confronto. I motivi me li ha esposti, ma sono così insignificanti che non vale neanche la pena riportarli. Il presidente è uno, si chiama Zamparini, ha scelto un amministratore delegato, ma poi mi viene a dire che due uomini forti non potevano coesistere. Lui non è a Palermo, evidentemente qualche sciacallo gli ha riportato voci e fantasie sulla storia del ruolo di presidente".
Perchè si è arrivata alla rottura con Pulvirenti? "Non si sapranno mai i motivi. E' una ferita aperta, resterà sempre così. Conosco tutto del Catania, ogni angolo di quel centro che ho creato in prima persona ed ho solo piacere se la squadra continua ad andare così bene. Pulvirenti sa bene cosa mi ha fatto e non si cancella".
Il Catania vive ancora del lavoro di Lo Monaco? "Quest'estate si è rinforzato abbastanza, ha preso giocatori importanti anche se la squadra è quella e gioca col pilota automatico. A fine anno andranno via giocatori importanti e bisognerà sostituirli, ma la società saprà muoversi. Ho ricevuto più attestati di stima però da Palermo in tre mesi che da Catania".
Gli argentini a gennaio hanno tempo di ambientarsi in una squadra che deve salvarsi? "E' difficile inserirli, ma sono arrivati anche giocatori come Sorrentino, Dossena ed Aronica. Gli argentini che ho preso vengono già dall'Europa, quindi l'ambientamento è più facile. Sono tutti ottimi giocatori e dimostreranno il loro valore".
Il Genoa è in calo perchè fa gli interessi di Milan ed Inter? "Ha un ottimo organico, può giocarsela tranquillamente. Preziosi rischia, sul mercato gli piace inventarsi delle cose particolari e va avanti su questa strada. Fidelizzare la squadra però è importante, ed è anche un suo dovere".
Voto a Zamparini? "E' un uomo di grandi valori, principi. Otto come persona. Da presidente invece deve capire che le decisioni di pancia sono quelle sbagliate, non è ponderato nelle scelte"
Responsabile di una eventuale retrocessione? "Certo, come è possibile non sentirsi responsabile, anche se si è lavorato in un ambiente per un solo giorno. Non è possibile lavarsi le mani".
Uscire dal calcio? "Dissi che col Palermo sarebbe stata la mia ultima esperienza ma che comunque sarei rimasto nel mondo del calcio. Non poter buttare le basi con un club per un progetto è una delle cose più frustranti per un dirigente".
Futuro? "Viaggio per il mondo. Ora ne approfitterò evitando i soliti 8-9 giorni in Argentina per visionare i giocatori".
Campionato? "Mi piace come si è mossa la società, ha dato dimostrazione di forza societaria. La Roma potrebbe essere un progetto intrigante da portare avanti".
Miglior dirigente in attività? "Sabatini, Sartori, sta crescendo molto Paratici, ci sono tanti elementi capaci nel nostro calcio".
Pietro Lo Monaco, ex direttore generale del Palermo, si è raccontato negli studi di Sportitalia nel corso della trasmissione Monday Night: "Non ho capito neanche io la decisione di Zamparini, ma rispetto le scelte della proprietà. Lui stesso ha dichiarato che mi ha mandato via, mi pare d'aver letto che addirittura mi ha cacciato. In questi sei mesi non mi sono fatto mancare niente, la colpa forse è esclusivamente mia perchè sapevo chi avevo di fronte. Il fatto di aver accettato e aver creduto alle promesse è stato un errore di valutazione.
Col Genoa una volta capito che non c'era sintonia abbiamo deciso di separarci mentre l'avventura Palermo mi ha toccato profondamente. C'era la volontà della proprietà di farmi entrare in un progetto, c'era un accordo sul mio stipendio e con quello avrei comprato il 10% ma niente di concreto e non c'era nessuna volontà, come ho sentito, di diventare il presidente del Palermo. Io sono solo un gestore.
Il Messina è invece un atto d'amore, sono arrivato lì a 18 anni e la società stava per fallire. L'ho rilevata per un atto d'amore. Qualche demente ha addirittura pensato che io puntavo al fallimento del Palermo per ricomprarlo: ci vuole rispetto. Io sono tanti anni nel calcio, da giocatore e dirigente e non sono mai retrocesso.
Zamparini si è sentito oscurato? "Non entro in questi discorsi. Se la gente si è affezionata a me è perchè in questi mesi ho lavorato molto. Quando sono arrivato la squadra era ultima e quando ci sono i cambi tecnici c'è un fallimento della società. Il Palermo s'è ritrovato ad affrontare un campionato in salita, con un organico di un certo tipo ed a gennaio si sono fatti interventi importanti che vanno fatti in estate, non di certo a gennaio. 13 cessioni e 10 acquisizioni, senza toccare il budget fissato per gli stipendi e chiudendo addirittura in attivo le varie compravendite perchè le cessioni sono state pagate subito mentre gli acquisti no. Palermo merita tanto, è una delle città più importanti d'Italia".
Rottura sulla scelta del nuovo allenatore? "Il presidente è stato chiaro, ha detto che voleva decidere tutto lui. E' stata una sua scelta, non c'è stata neanche la possibilità di un confronto. I motivi me li ha esposti, ma sono così insignificanti che non vale neanche la pena riportarli. Il presidente è uno, si chiama Zamparini, ha scelto un amministratore delegato, ma poi mi viene a dire che due uomini forti non potevano coesistere. Lui non è a Palermo, evidentemente qualche sciacallo gli ha riportato voci e fantasie sulla storia del ruolo di presidente".
Perchè si è arrivata alla rottura con Pulvirenti? "Non si sapranno mai i motivi. E' una ferita aperta, resterà sempre così. Conosco tutto del Catania, ogni angolo di quel centro che ho creato in prima persona ed ho solo piacere se la squadra continua ad andare così bene. Pulvirenti sa bene cosa mi ha fatto e non si cancella".
Il Catania vive ancora del lavoro di Lo Monaco? "Quest'estate si è rinforzato abbastanza, ha preso giocatori importanti anche se la squadra è quella e gioca col pilota automatico. A fine anno andranno via giocatori importanti e bisognerà sostituirli, ma la società saprà muoversi. Ho ricevuto più attestati di stima però da Palermo in tre mesi che da Catania".
Gli argentini a gennaio hanno tempo di ambientarsi in una squadra che deve salvarsi? "E' difficile inserirli, ma sono arrivati anche giocatori come Sorrentino, Dossena ed Aronica. Gli argentini che ho preso vengono già dall'Europa, quindi l'ambientamento è più facile. Sono tutti ottimi giocatori e dimostreranno il loro valore".
Il Genoa è in calo perchè fa gli interessi di Milan ed Inter? "Ha un ottimo organico, può giocarsela tranquillamente. Preziosi rischia, sul mercato gli piace inventarsi delle cose particolari e va avanti su questa strada. Fidelizzare la squadra però è importante, ed è anche un suo dovere".
Voto a Zamparini? "E' un uomo di grandi valori, principi. Otto come persona. Da presidente invece deve capire che le decisioni di pancia sono quelle sbagliate, non è ponderato nelle scelte"
Responsabile di una eventuale retrocessione? "Certo, come è possibile non sentirsi responsabile, anche se si è lavorato in un ambiente per un solo giorno. Non è possibile lavarsi le mani".
Uscire dal calcio? "Dissi che col Palermo sarebbe stata la mia ultima esperienza ma che comunque sarei rimasto nel mondo del calcio. Non poter buttare le basi con un club per un progetto è una delle cose più frustranti per un dirigente".
Futuro? "Viaggio per il mondo. Ora ne approfitterò evitando i soliti 8-9 giorni in Argentina per visionare i giocatori".
Campionato? "Mi piace come si è mossa la società, ha dato dimostrazione di forza societaria. La Roma potrebbe essere un progetto intrigante da portare avanti".
Miglior dirigente in attività? "Sabatini, Sartori, sta crescendo molto Paratici, ci sono tanti elementi capaci nel nostro calcio".

Nessun commento:
Posta un commento