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venerdì 1 febbraio 2013

Vi presento... Alejandro Faurlin

NOTIZIE PALERMO, CALCIOMERCATO, CONFERENZE STAMPA E AGGIORNAMENTO LIVE 24 SU 24.

Nel calcio, come in ogni ambito della vita, vi sono teorie che, se condivise da molti, diventano verità incontrovertibili. Così, è ormai opinione condivisa unanimemente da allenatori e addetti ai lavori che le partite si vincano a centrocampo. Terreno di battaglia e di conquista a suon di contrasti, punto nevralgico del gioco, regno dei giocatori di quantità e impero di architetti che non disegnano palazzi ma mirabili traiettorie geometriche frutto di un dono raro: quella tecnica sopraffina che solo i più grandi registi possiedono. Se poi caparbietà e determinazione si uniscono a qualità tecniche innate, il mix diventa esplosivo, trasformando un calciatore nel faro che con i suoi lanci e i suoi tempi illumina il gioco di un’intera squadra. Alejandro Faurlin, nato a Rosario il 9 agosto del 1986, possiede tutte queste doti, ma come uno scrittore che soffre di un blocco, così anche lui spesso da l’impressione di credere di averle perdute o di non averle mai avute. Ciò ha fatto sì che, dopo aver giocato ottime stagioni, condite da gol e assist di pregevole fattura, in Primera B Nacional con le maglie di Atlético de Rafaela e Instituto, nonché in Championship col Qpr, alle prime difficoltà in Premier League con gli stessi londinesi Faurlin si è smarrito, attirando a volte su di sé pesanti critiche e l’etichetta di eterno incompiuto. La situazione di questo talentuoso regista argentino dunque somiglia incredibilmente a quella della squadra in cui è appena approdato. Così come per il Palermo, anche per Faurlin, il problema non è mai stato di natura tecnica ma pituttosto caratteriale: si tratta di saper reagire nei momenti di difficoltà, tirando fuori quella forza interiore che è innata almeno quanto il talento ed è soprattutto indispensabile per risalire la china; si tratta di non perdersi nel terreno paludoso degli “avrei potuto” e “avrei dovuto”, ma rialzarsi e lottare, senza temere gli ostacoli, affrontandoli a viso aperto per divenire padroni della propria vita e del proprio destino come avviene a centrocampo, quando, dopo aver vinto un contrasto, si diviene padroni del gioco e, chissà, magari si vince la partita.

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