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domenica 7 aprile 2013

Ilicic fa il fenomeno e il Palermo domina a "Marassi". Crediamoci.

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Robe da matti, da stropicciarsi gli occhi e farsi prendere a pizzicotti. Sogno o son desto? Sono sveglio, nonostante il pranzo domenicale e il sole primaverile spingano inesorabilmente alla pennichella. Chiamo un amico per sincerarmi di quello che sta avvenendo in tv e per esultare con lui. È tutto vero, il Palermo espugna “Marassi” e lo fa con una forza, un gioco, un’autorità e un carattere da prima della classe. Sin dai primi minuti si assiste ad un Palermo molto ordinato e combattivo che col passare del tempo guadagna inesorabilmente metri e si rende pericoloso con Miccoli al 24’, dopo un grandissimo slalom di Ilicic. È soltanto la prima delle 5 nitide occasioni da gol che il Palermo costruirà nel corso della partita ed è il preludio alla migliore prestazione dello sloveno in maglia rosanero. Così brillante, propositivo ed autoritario nel chiedere e cercare il pallone in ogni zona del campo e nel prendere letteralmente per mano la squadra l’avevamo visto soltanto una volta a Palermo, ma vestiva la maglia del Maribor. Una magia dopo l’altra, sale in cattedra dispensando assist illuminanti per i compagni e siglando un gol di alta scuola, di destro, dopo aver saltato quattro uomini con la lucidità e la flemma che soltanto i veri campioni possiedono. Una rete che pesa come un macigno sull’economia del match perché arriva all’inizio di una seconda frazione che, nonostante il dominio dei rosa, vedeva le squadre ancora sul punteggio di parità. Infatti al 43’ del primo tempo, otto minuti dopo il vantaggio dei rosa siglato da Von Bergen, i blucerchiati avevano gelato gli uomini di Sannino con un colpo di testa di Munari. Alzi la mano chi non aveva pensato al solito Palermo formato trasferta. Troppe le delusione e le rimonte subite per essere fiduciosi. Ma questa volta è diverso perché la squadra è uscita dagli spogliatoi con ancora più grinta e voglia di portare a casa i tre punti. Questione di motivazioni, di personalità e furore agonistico, di lottare e non mollare. Tutto qui? Neanche per sogno. La ripresa è appena cominciata e non basta dominare, bisogna chiudere la partita. Quando poi al 56’ il match viene chiuso da uno splendido colpo di testa di Garcia, un pensiero tanto folle quanto dolce ha cominciato a balenare nella mente dei palermitani: il Palermo di Sannino può espugnare “Marassi” e chissà che l’impossibile non diventi possibile nelle ultime sette giornate. Roba da stropicciarsi gli occhi, dicevamo, e arrabbiarsi perché Sannino meritava più tempo ad inizio stagione e perché la squadra tecnicamente non eccelle, ma se avesse sempre giocato con questa grinta, questo piglio e soprattutto questo Ilicic, oggi saremmo qui a raccontare un’altra storia. Non c’è più tempo per rammaricarsi, bisogna vivere il presente, gioire della meravigliosa prestazione di oggi e da domani buttarsi a capofitto sul prossimo impegno contro il Bologna.

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